sabato, ottobre 28, 2006

Analisi di Viaggio vs. Viaggio di Analisi

"Un team di professionisti renderà la vostra vacanza sempre nuova e sorprendente. Un'equipe carica di energia e fantasia pronta a regalarvi momenti unici ed emozionanti, entrate e strizzate l'occhio al divertimento....Buffet belli da vedere ed ottimi da gustare, vi sveleranno il vero sapore della vacanza....Vivrete momenti indimenticabili sempre al ritmo dei vostri desideri"
Brochure della "VALTUR" ( il villaggio siamo noi)


"Non si viaggia per addobbarsi di esotismo e di aneddoti come un albero di Natale, ma perchè la strada ci spiumi, ci strigli, ci prosciughi, ci renda simili a quelle salviette consunte che ci allungano con una scaglia di sapone nei bordelli. Ci si allontana dagli alibi e dalle maledizioni natali, e in ogni fagotto bisunto delle sale d'aspetto strapiene, o sui marcipiedi angusti delle stazioni soffocanti di caldo e di miseria, quellla che vediamo passare è la nostra bara. Senza questo distacco e questa trasparenza, come sperare di far vedere ciò che si è visto? Diventare riflesso, eco, corrente d'aria, inviato muto all'estremità della tavola prima di fiatare."
Nicolas Bouvier "Il Pesce Scorpione"


Non credo ci sia molto da aggiungere, un tema apparentemnete comune e due modi opposti di concepire e manifestare la stessa essenza.
A volte è indispensabile osservare gli opposti ed i loro contrasti, solo così l'immagine può essere messa a fuoco ed una frase apparentemnete innocua rivela tutta la sua leggerezza. Oppure pesantezza? Chissà....Non funziona mai come dovrebbe l'autofocus.


sabato, ottobre 21, 2006

L'Aggiustatutto


I combustibili fossili, bruciando, rilasciano atomi di carbonio, che si legano (non so come e perché) a due atomi di ossigeno formando anidride carbonica (CO²). Questo processo può essere controbilanciato da azioni di segno opposto. Ad esempio, piantando nuovi alberi, che di CO² si cibano. Piantare un centinaio di alberi prima di prendere un aereo per Chicago, oppure, piantare un oleandro ogni volta che si fa il pieno di benzina può rivelarsi, alle volte, troppo impegnativo, esiste però una soluzione. Se vi collegate al sito www.terrapass.com, potrete calcolare voi stessi la quantità di anidride carbonica che avete immesso nell’atmosfera. Ad esempio, se domani voleste prendere il volo Roma-Sydney, scarichereste nell'atmosfera circa 7mila libre e rotti di CO²; per essere “carbon neutral” dovreste versare una trentina di dollari , ci penserà la società a investirli in progetti di efficienza industriale e di energia rinnovabile.
A dire il vero non so se piantare diecimila abeti in Lapponia possa servire a sistemare i casini ambientali che siamo facendo qui, però, la possibilità di pensare ,che in fondo, esiste una possibilità di ristabilire l’ordine, almeno su un piano puramente teorico, è decisamente confortante.
Ah, se ci venisse concessa la possibilità di rendere reversibili i nostri errori, chissà dove saremo ora. Una sorta di "aggiustatutto", da usare al bisogno, senza abusarne ovviamente, solo per le grandi cazzate che si commettono nella vita, quante saranno mai in fondo? Probabilmente le dita di una mano bastano per contarle tutte. Chissà, da qualche parte un certo Emmett "Doc" Brown, ci sta lavarondo su. Vado a vedere se mi riesce di acquistare una De Lorean di seconda mano, non si sa mai....


martedì, ottobre 17, 2006

Serenata Notturna

Il "Notturno" è una composizione musicale ispirata alla notte , non credo, tuttavia, sia necessario essere dei musicisti per essere ispirati dalla notte, o meglio, a ciascuno il suo strumento. Sei in autostrada, sono da poco passate le 11 di sera, giorno feriale, stasera non c'è molto traffico, le luci ti precedono e spianano la strada di fronte a te. Il cruscotto ti rimanda benevolmente alcune informazioni: 130 km all'ora 4 mila giri al minuto nella freddezza delle lancette digitali. La radio è accesa come al solito ma il volume è al minimo, ogni tanto ti distrae il notiziario sul traffico e pensi a quelli bloccati sulla "Firenze-Signa",te li immagini fermi, a passo d'uomo, impassibili, senza imprecare, in fondo, non sono dei viaggiatori della domenica, lo sanno, l'imprevisto c'è sempre, fa parte della vita, si accendono l'ennesima sigaretta aspettando che magicamente, come sempre, e senza nessun motivo apparente quella lunga teoria di macchine proceda la sua corsa. Intanto è ripartita la musica, sei rilassato, accetti di buon grado qualsiasi canzone, cambiare stazione è fuori discussione. I cartelli stradali , indicano dei comuni dai nomi buffi, ci sei sfrecciato accanto mille volte ,ma non ci sei mai passato a dare un'occhiata...Chissà forse la prossima volta. Riesci però a vedere le luci ancora accese nei vecchi palazzi di pietra dei paesini arroccati sulle colline, ti immagini quattro vecchi che giocano a tresette, l'immancabile fiasco di vino ,la stanza satura di fumo, i vetri appannati, l'ultima partita poi si va a letto.
Tra 10 km l'autogrill, caffè amaro ed una sigaretta guardando le automobili sfrecciare, tutta questa gente che va da una parte all'altra,qualcuno di certo si sta sbagliando.
Si riparte, prima, seconda......il cartello ti avverte che mancano 30km a roma nord, allenti il piede dall'accelleratore ,stanotte non c'è fretta, non c'è alcuna fretta.

domenica, ottobre 15, 2006

Earth is Room Enough (La Terra è Grande Abbastanza)

Quali sono gli elementi che rendono una storia di fantascienza appassionante? Gli imperi galattici, potreste rispondere, oppure l'esplorazione dei pianeti, l'incontro con civiltà extraterrestri, i viaggi nello spaziotempo.......Ebbene, Isaac Asimov, il più famoso dei scrittori di science-fiction (nonchè stimato fisico e biologo) ha descritto tutto questo nelle sue opere ed anche di più, niente a che vedere con la fantascianza moderna a base di azione ,effetti speciali e giochetti ad effetto, ma questa è un'altra storia. Tornando al nostro Asimov, nel 1957 nel preparare una delle sue numerose raccolte di romanzi brevi, vi ha incluso soltanto storie che si svolgono sul nostro pianeta intitolandolo appunto "La terra è Grande Abbastanza" (in realtà la traduzione in italiano, almeno del libro in mio possesso è :"La Terra è Abbastanza Grande", però quell'abbastanza messo lì in mezzo, mi da un senso di capienza appena sufficiente come se fosse una questione di pochi metri quadrati dopo di che non sarebbe più "Abbastanza Grande"). Sembra quasi che Asimov con questa raccolta ci voglia ricordare che non c'è bisogno di spingersi troppo lontano per incontrare il mistero, la meraviglia e la sorpresa.........
  • Un bambino di sette anni del Minnesota ha ottenuto il brevetto n°6.328.227 per aver inventato un nuovo modo di andare in altalena
  • In soli due minuti un'ingegnosa piovra dello zoo del Bronx ha imparato a svitare il coperchio di un vaso che conteneva cibo, nonostante non avesse mai visto una cosa del genere in vita sua
  • Il più grande essere vivente del pianeta si trova nell'Oregon: è un fungo che cresce sottoterra e ha una superficie di oltre 9.700 chilometri quadrati. Non gli è stato dato ancora un nome
  • Gli antropologi affermano che in ogni epoca e in ogni civiltà i bambini hanno giocato a nascondino
  • Gli eschimesi devono mettere il cibo nel frigorifero per evitare che si congeli
  • Il National Center of Atmospheric Research riporta che il peso medio di una nuvola è pari a quello di 100 elefanti
  • Ciò che oggi rientra nella definizione di normalità tra quindici anni verrà considerato patologico
  • Rispetto a quelle cattive, le persone di buon cuore sono più portate a sbadigliare quando vedono qualcuno farlo
  • Se sentono in sottofondo musica rock, le termiti mangiano il legno a una velocità doppia del normale
  • Oggi ho smarrito il portafoglio, però, l'ho ritrovato.
......Per oggi, credo sia"Abbastanza".

giovedì, ottobre 12, 2006

Accadde Oggi....


Sembra che per modificare alcuni casini a livello di conteggi che erano avvenuti durante l'adozione del calendario giuliano (pare stessero 10 giorni avanti....avanti a che poi?...Boh), nel 1582, con l'adozione del calendario gregoriano per recuperare i i giorni perduti, si stabilì che il giorno successivo al 4 ottobre fosse il 15 anziché il 5. Questo, per informare tutti quelli che stanno facendo delle ricerche su quel periodo storico e non riescano a capire cosa sia successo, che è tutto ok, se proprio ve la volete prendere con qualcuno, l'autore di questo scherzetto è stato un hippy del periodo, tale Gregorio XIII dopo l'assunzione di uno strano fungo. Soprattutto, mi chiedo, i dipendenti, a fine mese avranno ugualmente percepito l'intero stipendio?
Però nel 1859 il 12 Ottobre c'e', ed è proprio in quella data che Joshua A. Norton, imperatore degli Stati Uniti ordina al Congresso di scogliersi. Avete letto bene "imperatore degli Stati Uniti", ma per capire, bisogna fare un passo indietro. Il 17 settembre dello stesso anno, un tale, un mercante inglese, al quale gli affari non andavano troppo bene fece il seguente proclama: "Come richiesto dai cittadini di questi Stati Uniti, io Joshua Norton, mi dichiaro Imperatore degli stati Uniti e protettore del Messico".Un giornale di San Francisco, il Bullettin, decise di pubblicare la sua dichiarazione e, fatto sta, che per tutti ,dal giorno seguente Norton divenne veramente "L'Imperatore". Sia ben chiaro, nessuno aveva preso sul serio la dichiarazione di Norton, però al suo passaggio tutti si levavano il cappello, non pagava sui mezzi pubblici ne quando mangiava al ristorante, aveva libero accesso ai cantieri pubblici per controllare lo stato di avanzamento dei lavori e, addirittura, quando decise di coniare una moneta con la sua effige i cittadini la scambiavano tranquillamente. Quando morì, il 9 gennaio del 1980 il Morning Call titolò così in prima pagina:"Norton the first, by the grace of God Emperor of the United States and protector of Mexico, departed this life". Ai funerali parteciparano commosse diecimila persone, la città partecipò al lutto e le bandiere furono appese a mezz'asta.
La storia dell'Imperatore Joshua A. Norton è una di quelle, che merita di essere raccontata.....ma quanti giornali tipo il "bulletin" e quanti "Norton" esistono oggi?

martedì, ottobre 10, 2006

Once upon a time....

Stendetevi sul lettino, rilassatevi, iniziate a respirare profondamente, abbandonatevi a voi stessi, ma prima di chiudere gli occhi date un ultima occhiata al cartellone pubblicitario alla vostra sinistra....ecco ora le vostre palpebre sono diventate incredibilmente pesanti, proprio non riuscite a tenere gli occhi aperti, oramai non rimane che una fessura, ed ora neanche quella. Siete in pace con voi stessi, del tutto rilassati, a pensarci bene i problemi che vi affliggevano fino ad un minuto fa ora non sembrano affatto insormontabili. State regredendo velocemente, ora siete nel 1983 ed avete 6 anni (anzi io ho sei anni, voi fatevi due conti), siete all'ingresso di un bar latteria e fuori sembra esserci lo stesso cartellone che avete visto prima di chiudere gli occhi, si i gelati dell'Eldorado!!! Ve li eravate dimenticati, dite la verità....venduti!, vigliacchi! vi siete fatti comprare da quelle puttanone dei sette vizi capitali che pubblicizzano quella merda del Magnum. Ai tempi avevi solo da scegliere: Ghiacciolo? Un tridente inarrivabile: Lemonissimo, Mr Orange e Magic Cola, per non parlare dell'eclettico Arcobaleno (4 gusti in uno), ed un capitolo a parte meriterebbe sua maestà il Calippo. Potevi accrescere la tua cultura leggendo i fumetti sopra al Cucciolone (anche qui come non accennare alle due grandi ed opposte scuole di pensiero...iniziare dallo zabaglione o dal cioccolato?....Io cioccolato tutta la vita)....ti stuzzica l'idea del Cucciolone ma è troppo pesante (non ricordo di essermi mai sentito pesante di stomaco a 6 anni a pensarci bene) ecco qui il caro estinto Camillino.Potrei scrivere pagine e pagine, ma lasciatemi solo ricordare i nomi di quelli che ci hanno lasciato in questi anni, in ordine sparso: Piedone, Basket, Spoort Goofy, Gommolo, Squalo, Gum, Twister, Bananao.....Grazie, non vi dimeticherò mai , rimarrete sempre nel mio cuore.

domenica, ottobre 08, 2006

L'attacchino notturno

Qualche sera fa, saranno state le due circa, tornando a casa mi imbatto in un semaforo rosso. Fin qui nulla di strano, si da il caso che quello sia uno dei pochi semafori attivi tutta la notte ed uno dei tanti che svoltato l'angolo sei sicuro che immancabilmente troverai rosso, non ha importanza l'ora o se tu abbia premura o meno, è così e basta. In attesa del verde, giro il capo alla mia sinistra e vedo un attacchino appiccicare un manifesto di un nuovo musical in programma al Sistina: Squali, ma questo è irrilevante, sarebbe potuto essere quello della maxi offerta del nuovo televisore al plasma che non ci possiamo far sfuggire, il nuovo 3x2 alla GS o vattelapesca......Insomma, aveva appena finito di attaccare il manifesto, pronto a ripetere lo stesso gesto per tutta la notte in giro per una città per lo più incurante di lui ed addormentata, senonchè sceso dalla scala sembra notare una lieve increspatura, che per inciso era sfuggita anche a me, deciso, rimonta sulla scala, strappa il manifesto ed armato di scopa "collosa" ne affigge uno nuovo con cura maniacale stando ben attento a stendere uniformemente tutta la superficie. Eppoi....beh ,non saprei dire cosa sia accaduto al nostro eroe e come sia continuata la sua battaglia personale contro le increspature della carta.....è scattato il verde e mi sono avviato verso casa.

sabato, ottobre 07, 2006

Forse si, forse no



C'era una volta un povero contadino che poteva permettersi un solo cavallo.
L'uomo lo trattava con cura, ma una notte d'estate, il cavallo trovò un punto debole nel recinto e fuggì.Quando i vicini seppero dell'accaduto, andarono dal contadino per manifestargli il loro rammarico. "Che sfortuna!", dissero. Al che l'uomo rispose: "Forse si, forse no".
Di lì ad una settimana, il cavallo tornò alla fattoria con altri sei cavalli selvaggi al seguito. Il contadino e suo figlio riuscirono a chiuderli tutti e sette nel recinto. Di nuovo vennero in visita i vicini. "Che gran fortuna!", dissero. Al che l'uomo rispose:"Forse si, forse no".
Il figlio del contadino cominciò subito a domare i nuovi arrivati. Mentre tentava di cavalcare lo stallone roano, fu sbalzato violentemente a terra e finì quasi calpestato, rompendosi una gamba. I vicini accorsero. "Che sfortuna terribile!", dissero. Al che l'uomo rispose: "Forse si, forse no".
Il giorno seguente, arrivaraono al villaggio dei soldati. Due signori della guerra erano in lotta tra loro e uno aveva ordinato l'arruolamento forzato di tutti i maschi giovani che vivevano sulle sue terre. A causa della gamba rotta, il figlio del contadino fu il solo a non dover partire per il fronte. Di nuovo i vicini accorsero.
"Che incredibile fortuna!", dissero.
Al che l'uomo rispose :"Forse si, forse no".

Questa antica fiaba popolare taoista, a quanto mi è dato di sapere termina qui, anche se è chiaro che potrebbe continuare all'infinito. Sono sempre stato affascianto dalla filosofia e dalla religione orientale, per quanto in fin dei conti ne sappia decisamente poco in merito.La parte affascinante, secondo me, è che non vengono date risposte rassicuranti o precetti e rituali fondamentali da seguire e ripetere ossessivamente ma piuttosto la continua ricerca di un equilibrio in un universo dove il mutare delle cose è esso stesso, continuo e vicendevole. O forse non ho capito tanto bene io, insomma.......forse si, forse no.....

giovedì, ottobre 05, 2006

Questo mio blog non eleverebbe una mucca



Prendo in prestito immeritatamente le parole del grande J.K. Jerome che volle così introdurre la lettura di uno dei suoi più spassosi libri........"Oggigiorno i lettori pretendono che un libro corregga, istruisca, elevi. Questo libro non eleverebbe una mucca. In coscienza, non posso raccomandarlo per nessun utile scopo. Posso solo suggerirvi, quando sarete stufi di leggere i "cento libri più belli", di prendere in mano questo, per una mezzoretta. Sarà un diversivo."..........Forse è questo l'animo che dovrebbe spingerci a compiere (ed a riconsiderare, ) le azioni che svolgiamo quotidianamente, gli stati d'animo, le incazzature e tutto il resto. In fondo la vita è un bluff, bisogna saper ridere di quello che ci circonda ma anche e sopratutto di se stessi, senza doversi prendere troppo sul serio.
Siamo tutti buoni a prendere un teschio in mano e declamare con tono impostato :"To be or not to be this is the question.......(le prime venti righe dell'inciso le ricordo ancora tutte, durante l'ora d'inglese facevo sempre casino e il professore, sovente, mi dava da imparare a memoria qualche verso, una poesia oppure altre cosette qua e la. Dopotutto, è così che ho iniziato ad apprezzare la letteratura inglese. La strada verso l'apprendimento e la passione verso qualcosa non necessariamente segue un percorso lineare) ed insomma tornando a quello che dicevo prima della parentesi, anzi aspettate riesprimo il concetto; dicevamo......In fondo siamo tutti capaci di prendere un teschio in mano e declamare con tono impostato :"To be or not to be this is the question....." però provate a far ridere qualcuno o quantomeno a metterlo di buon umore non sarà altrettanto facile.