Forse si, forse no
C'era una volta un povero contadino che poteva permettersi un solo cavallo.
L'uomo lo trattava con cura, ma una notte d'estate, il cavallo trovò un punto debole nel recinto e fuggì.Quando i vicini seppero dell'accaduto, andarono dal contadino per manifestargli il loro rammarico. "Che sfortuna!", dissero. Al che l'uomo rispose: "Forse si, forse no".
Di lì ad una settimana, il cavallo tornò alla fattoria con altri sei cavalli selvaggi al seguito. Il contadino e suo figlio riuscirono a chiuderli tutti e sette nel recinto. Di nuovo vennero in visita i vicini. "Che gran fortuna!", dissero. Al che l'uomo rispose:"Forse si, forse no".
Il figlio del contadino cominciò subito a domare i nuovi arrivati. Mentre tentava di cavalcare lo stallone roano, fu sbalzato violentemente a terra e finì quasi calpestato, rompendosi una gamba. I vicini accorsero. "Che sfortuna terribile!", dissero. Al che l'uomo rispose: "Forse si, forse no".
Il giorno seguente, arrivaraono al villaggio dei soldati. Due signori della guerra erano in lotta tra loro e uno aveva ordinato l'arruolamento forzato di tutti i maschi giovani che vivevano sulle sue terre. A causa della gamba rotta, il figlio del contadino fu il solo a non dover partire per il fronte. Di nuovo i vicini accorsero.
"Che incredibile fortuna!", dissero.
Al che l'uomo rispose :"Forse si, forse no".
Questa antica fiaba popolare taoista, a quanto mi è dato di sapere termina qui, anche se è chiaro che potrebbe continuare all'infinito. Sono sempre stato affascianto dalla filosofia e dalla religione orientale, per quanto in fin dei conti ne sappia decisamente poco in merito.La parte affascinante, secondo me, è che non vengono date risposte rassicuranti o precetti e rituali fondamentali da seguire e ripetere ossessivamente ma piuttosto la continua ricerca di un equilibrio in un universo dove il mutare delle cose è esso stesso, continuo e vicendevole. O forse non ho capito tanto bene io, insomma.......forse si, forse no.....
L'uomo lo trattava con cura, ma una notte d'estate, il cavallo trovò un punto debole nel recinto e fuggì.Quando i vicini seppero dell'accaduto, andarono dal contadino per manifestargli il loro rammarico. "Che sfortuna!", dissero. Al che l'uomo rispose: "Forse si, forse no".
Di lì ad una settimana, il cavallo tornò alla fattoria con altri sei cavalli selvaggi al seguito. Il contadino e suo figlio riuscirono a chiuderli tutti e sette nel recinto. Di nuovo vennero in visita i vicini. "Che gran fortuna!", dissero. Al che l'uomo rispose:"Forse si, forse no".
Il figlio del contadino cominciò subito a domare i nuovi arrivati. Mentre tentava di cavalcare lo stallone roano, fu sbalzato violentemente a terra e finì quasi calpestato, rompendosi una gamba. I vicini accorsero. "Che sfortuna terribile!", dissero. Al che l'uomo rispose: "Forse si, forse no".
Il giorno seguente, arrivaraono al villaggio dei soldati. Due signori della guerra erano in lotta tra loro e uno aveva ordinato l'arruolamento forzato di tutti i maschi giovani che vivevano sulle sue terre. A causa della gamba rotta, il figlio del contadino fu il solo a non dover partire per il fronte. Di nuovo i vicini accorsero.
"Che incredibile fortuna!", dissero.
Al che l'uomo rispose :"Forse si, forse no".
Questa antica fiaba popolare taoista, a quanto mi è dato di sapere termina qui, anche se è chiaro che potrebbe continuare all'infinito. Sono sempre stato affascianto dalla filosofia e dalla religione orientale, per quanto in fin dei conti ne sappia decisamente poco in merito.La parte affascinante, secondo me, è che non vengono date risposte rassicuranti o precetti e rituali fondamentali da seguire e ripetere ossessivamente ma piuttosto la continua ricerca di un equilibrio in un universo dove il mutare delle cose è esso stesso, continuo e vicendevole. O forse non ho capito tanto bene io, insomma.......forse si, forse no.....


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