venerdì, novembre 03, 2006

Ceci N'est Pas Une Blog


Qualche sera fa , durante una cena (il pesto alla genovese non era un granché) , mi cade l’occhio su di un quadro affisso alla parente di fronte a me, una sorta di collage dei più famosi quadri di Magritte. Una mescolanza di bombette, mele verdi, uomini d’affari della city, nuvolette e cieli di un celeste della stessa tonalità che usavamo da bambini per riempire il foglio bianco dopo aver disegnato quello che ci pareva, tutto intorno era celeste. Infine la pipa, o meglio, l’immagine di una pipa, “Questa non è una pipa” ci rammenta puntuale Magritte casomai ce ne fossimo dimenticati.
Non possiamo allungare la mano, prenderla in mano caricarla di tabacco e fumarla, allo stesso tempo però se chiudiamo gli occhi possiamo scorrere tra le mani il liscio manico di ciliegio, assecondarne le forme ondulate, se accostiamo le narici al braciere non abbiamo difficoltà a percepire l’acre odore di tabacco e se dovessimo infilare l’indice al suo interno ci verrà restituito velato da un sottile ed impalpabile strato di cenere . Allora, questa è o non è una pipa?
Stiamo li a consumare il nostro pasto indifferenti, mentre il telegiornale ci rimanda immagini di genocidi, carestie e povertà estrema, ma ci commuoviamo se le stesse situazioni vengono narrate nel film che vediamo solo mezz’ora più tardi. Se consideriamo tutto questo, ed altro, ecco che, in qualsiasi posto ci troviamo, domandarsi se quella pipa esiste veramente diviene la cosa più importante….

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